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NAD - Nuova Accademia Design - formazione verona milano corso online training job scuola fashion

La storia di Manuel, il suo percorso Garden Design

Quando hai iniziato il tuo percorso e come hai conosciuto la nostra accademia?

Il percorso che mi ha portato a scegliere il Garden Design come obiettivo professionale è incominciato durante i miei studi universitari presso l’università degli studi di Udine in ambito ambientale, spinto dal mio legame e dalla forte passione nei confronti del paesaggio. Durante questo periodo iniziai a lavorare in un settore ben diverso da quello dei miei studi, il che mi ha portato alla decisione di fermare gli studi per proseguire la mia carriera nel commercio. Questa però si è rivelata presto una scelta sbagliata che mi ha sicuramente arricchito ma allo stesso tempo ha deluso le mie aspettative e i miei progetti. Fu cosi che ebbi il coraggio di rimettermi in gioco con quelle che sono sempre state le mie passioni: il giardinaggio e la progettazione. Decisi quindi di cercare un corso professionale di alto livello per poter riprendere il percorso che avevo lasciato in sospeso e realizzare il mio sogno di diventare Garden Designer. Trovai, tramite una ricerca internet molto attenta, la proposta di NAD per un Master in progettazione del verde e subito chiesi informazioni. Nel Novembre del 2015 iniziai il corso di un anno che mi cambiò la vita e mi aiutò a prendere alcune rivincite personali e professionali.

Il rapporto con colleghi e docenti: gioie e dolori?

Devo dire che fin dalla prima volta che entrai in sede NAD notai subito un ambiente molto professionale e ben equipaggiato per offrire un ottimo servizio di istruzione (da notare il servizio di videoconferenza che non tutti i centri didattici offrono, molto importante nel mio caso poiché abitando a Pordenone in Friuli Venezia Giulia alcune volte sono stato costretto a seguire da casa la lezione anziché seguirla in aula come il resto dei giorni da pendolare). I tutor del corso sono stati sempre molto disponibili ed esemplari nella comunicazione e nella programmazione dei corsi, il resto dei docenti che dire, abbiamo avuto la fortuna io e i miei colleghi, di essere stati formati e a contatto con alcune delle figure più importanti e accreditate nel panorama della progettazione Paesaggistica in piccola e grande scala presente in Italia. Una vera e propria fortuna poter acquisire tante competenze e nozioni da cosi tanti professionisti.

Con i colleghi ho sempre avuto un buon rapporto per tutto il periodo del corso, venivamo tutti da esperienze e ambiti diversi: chi dall’architettura, dalla biologia e infine dalla moda, abbiamo avuto l’occasione di confrontarci e scambiarci idee e pensieri utili per arricchirci professionalmente. A mio parere un sola nota dolente, ci sarebbe voluta un po’ più di attività pratica affiancata alla teoria, ma quello si sa, è una spina sul fianco di ogni programmazione didattica.

Quali difficoltà hai affrontato per migliorare fino a questo punto la tua formazione (uso dei programmi, lavori di rendering, ecc)?

Sicuramente molto importante e abbastanza difficile è stato l’approccio con un nuovo software, NBL Landscape Designer, davvero un ottimo programma per una progettazione in Planimetria e in rendering degli spazi verdi e non solo, tanto da avermi poi convito all’acquisto a fine del corso. Di molto valore è stata la possibilità di far crescere le mie competenze in ambito botanico a riguardo della fisiologia vegetale e dello studio dei materiali. Tutti ambiti fondamentali per la corretta progettazione, che però ho dovuto studiare e approfondire personalmente anche al di fuori delle ore accademiche togliendomi, per modo di dire, un po’ del mio tempo libero.

Un esperienza, qui in NAD, che ti ha segnato particolarmente.. un ricordo che non dimenticherai facilmente..

In primo luogo sicuramente la possibilità di seguire lezioni date da professionisti che ti portavano ad appassionarti ancor di più all’argomento e ti arricchivano di stimoli lezione dopo lezione.

Uno dei ricordi più intensi che ricorderò sicuramente a lungo è stato durante la lezione tenuta dall’architetto paesaggista Annachiara Vendramin dove l’argomento era: “I paesaggisti contemporanei”. In particolare si parlava del francese Gilles Clement, di cui non avevo mai sentito parlare prima di quel momento, e del suo rapporto con la natura e l’ambiente stesso come base per una progettazione etica del paesaggio. Devo dire che mi ci ritrovai perfettamente con i concetti spiegati da Annachiara, tanto che la cosa mi colpì cosi profondamente che quasi mi commosse e decisi di approfondire lo studio sui lavori e le pubblicazioni di Clement, che è tutt’ora grande fonte di ispirazione per i miei progetti, tanto che quando parlo con amici e colleghi non posso non menzionare questo paesaggista e come mi ha influenzato.

Cosa ti ha dato la nostra scuola?

Mi ha impegnato molto, mi ha formato, mi ha dato in mano gli strumenti utili per poter iniziare una strada in quello che è tutt’ora il mio settore, il Garden design.

Il futuro: è cambiato dopo NAD? cosa ti aspetti ora?

Sicuramente si! Carico e con un bagaglio di competenze e stimoli acquisiti negli anni ho deciso di separarmi dall’Italia e di trasferirmi in Inghilterra per iniziare una nuova esperienza professionale in uno dei paesi più importanti per quanto riguarda il giardino visto come paesaggio, scelta figlia anche di una passione scoperta durante il corso, ovvero lo stile all’inglese e la cultura per l’orticultura e l’utilizzo di alcuni tipi di piante. Ora lavoro insieme ad un ragazzo inglese con cui progetto e realizzo giardini nella contea del Derbyshire.

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