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NAD - Nuova Accademia Design - formazione verona milano corso online training job scuola fashion bisazza

Il mosaico è una tecnica di composizione artistica che diviene vera e propria Arte quando a designer di spicco internazionale viene di chiesto di applicarlo alle proprie opere. Se poi queste opere vengono raccolte in un’esposizione unica, in uno spazio che faccia risaltare tutta la loro bellezza, nasce una collezione. Questa è Fondazione Bisazza.

Per il secondo anno consecutivo agli studenti del Master di Interior Design di NAD è stata data la straordinaria possibilità di visitare questi spazi accompagnati proprio da chi ne respira tutti i giorni l’atmosfera e ancora la racconta con l’emozione e la soddisfazione negli occhi. Anche questa è un’esperienza unica nel suo genere per amanti del design, del mosaico e del bello in generale e gli studenti di NAD hanno potuto approfittarne.

Numerose le stanze che ospitano la collezione, che si è creata negli anni: troviamo opere che son state parte di esposizioni per Saloni del Mobile di Milano e non, oppure opere chieste ai designer ex-novo, per collaudare una collaborazione. Viene lasciata massima libertà di espressione con il mosaico e… la creatività fa il resto.

Oltre alla collezione permanente viene ospitata ogni anno una mostra temporanea su architettura, arte e, da qualche anno, anche fotografia. Per questo motivo una sezione appositamente allestita è dedicata anche alle opere fotografiche che rimangono qui alla Fondazione.

Numerosi sono gli artisti che hanno messo la loro firma con il mosaico, diversissime le opere che si possono ammirare. L’unico filo conduttore sono quelle magiche tesserine che li hanno ispirati.
Di Patricia Urquiola è il paravento By Side in moduli girevoli con specchi sul retro, presente anche in catalogo. Fabio Novembre ha realizzato l’immensa installazione Love Over All, oltre che l’omaggio Godot, da un lato interamente ricoperto di tesserine con all’interno lamina dorata. Dorato anche l’abbigliamento in formato gigante disegnato da Alessandro Mendini in Mobili per uomo, mentre Silver Ware di Studio Job porta l’argento, ancora gigante, come la Proust, di nuovo di Mendini.

Ci sono poi i protagonisti del mondo fantasioso di Hayon in Clown Sofa, l’aereo con vasca Jet Set e la stanza con i cubi Ritrovati frammenti di mosaico di Ettore Sottsass. Potremmo continuare con la Rock Chamber di Arik Levy o il Divano a mare di Sandro Chia ma ci fermiamo, perchè non renderei giustizia a queste opere e a questi spazi.

Appariscenti sono anche le Mini del progetto Mini Wears Bisazza, decorate con mosaico secondo i disegni di Carlo Dal Bianco, architetto e designer vicentino che si è occupato anche della ristrutturazione e riqualificazione della sede: sale molto grandi, in stile rinascimentale con colonne e rifiniture. Si tratta del vecchio spazio industriale, dove in alcune spazi si possono ancora vedere i punti dove passavano le tubature del metano. Ora le grandi vetrate regalano un bel gioco di luce e la vista su curatissimi spazi verdi esterni.

La Fondazione ospita anche una sala ristorante con un lunghissimo tavolo da 60 posti con piano in marmo bianco e la parete mosaicata con uno dei motivi dei tessuti di Emilio Pucci, omaggio ad un altro designer italiano.

 

Il Mosaico

L’arte del mosaico è una disciplina molto antica. È nata principalmente per praticità: l’inserimento di argilla e ciottoli aveva lo scopo di coprire e proteggere pareti e pavimentazioni. Col tempo l’uso di

marmo, onice e altre pietre ha iniziato ad impreziosire i lavori, avvicinandosi sempre più ad una composizione artistica. Negli anni poi è stato strumento di divulgazione ed educazione: se ne son serviti l’arte, la religione, la politica. Riconosciamo la sua massima espressione con l’Impero Romano, mentre la sua estetica è stata raffinata soprattutto da Egizi e Greci.

La tecnica del mosaico è complicata e richiede una grande maestria. In primo luogo bisogna fare attenzione a lasciare una leggera pendenza se stiamo trattando una pavimentazione, per favorire lo scolo delle acque. Poi si inizia a posare uno strato di sassi grandi come una pallina da tennis che verrà ricoperto di una pasta composta da 2/3 di ghiaia e 1/3 di calce. A questo punto si passa al nucleus: si ricoprono 12 cm di spessore con quest’impasto formato da tre parti di cocciopesto (materiale impermeabile formato da frammenti laterizi minutamente frantumati) e una parte di calce.

A questo punto avviene il livellamento e successivamente il compattamento coprendo con sabbia, calce e polvere di marmo. Una passata di cemento ed è il momento di applicare le tessere secondo il disegno dell’artista.

Come vengono tagliate le tessere? Ora ovviamente la maggior parte viene tagliata a livello industriale e i pezzetti uscenti risulteranno l’uno uguale all’altro. Per i lavori artistici è ancora preferibile, in base all’effetto che si vuo creare, il taglio a mano con martellina e tagliolo.

Oggi la produzione industriale viene venduta come fogli di carta o di plastica. La seconda opzione aiuta la posa, le fughe tra i fogli difficilmente si vedono. Ci vuole molta bravura invece con i fogli di carta, necessari oltretutto se stiamo ricoprendo pareti curve. In genere i fogli sono “moduli”: le aziende come Bisazza forniscono uno schema che mostri i possibili abbinamenti e il disegno è riproducibile potenzialmente all’infinito.

 

Bisazza, l’azienda

Nel 1956 nasce l’azienda Vetricolor da Renato Bisazza. Solo nel 1980 diventa Bisazza come noi la conosciamo. Molte le collaborazioni importanti per i prodotti da catalogo oltre che per la Fondazione: ritroviamo gli stessi Urquiola, Wanders, Studio Nendo, Hayon e dal ’95 al ’99 Mendini è una presenza fissa. Nei primi anni 2000 inizia la sinergia con Carlo Dal Bianco, che si occuperà anche dell’allestimento “Araki” e del decoro Hanami esibito nelle foto stesse, oltre che del progetto Canova: pannelli mobili con riproduzioni mosaicate delle opere del celebre scultore molto apprezzate dal mercato americano.

L’azienda è leader nel suo settore, il top luxury per il settore design e la produzione industrale di mosaico in vetro per decorazioni interne ed esterne.

Quello di Bisazza è uno stile unico e si può vedere dal catalogo: la proposta dell’azienda ora è stata allargata anche all’ambito delle cementine, del legno, delle ceramiche e dei marmi.

Sia i prodotti da catalogo, che le novità, che le sale della Fondazione son state esposte ai nostri studenti del Master di Interior Design con grande passione e ricchezza di particolari: un’altra mattina in cui in poche ore è possibile imparare tanto riguardo a questo mondo così affascinante, un’altra occasione importante in cui il mondo della formazione si affaccia a quello del lavoro.

NAD ci tiene moltissimo a fornire esperienze così importanti in aziende leader a livello internazionale: conoscere un’azienda come Bisazza è un’occasione molto prestigiosa ed esclusiva, non per tutti.

Anche questo è NAD.

 

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